Spesa Pubblica l’Italia impari da Germania e Regno Unito

CORSERA NAZIONALE

Sezione: Idee & Opinioni
da pag. 048 del 30-11-2010

di Fabio Pammolli

La riunione straordinaria dell’ Eurogruppo e dell’ Ecofin vara il piano d’ aiuti per l’ Irlanda, interviene per scongiurare il contagio a Spagna e Portogallo, limita le turbolenze sui mercati finanziari.

L’ Eurozona è apparentemente salva e, una volta di più, la linea è quella franco-tedesca, che ribadisce la centralità degli Stati nazionali e riafferma la linea del rigore.

Il futuro si giocherà su due fronti: il primo, in Europa, per scongiurare che l’ Unione sia declassata a pagatore di ultima istanza. Su questo fronte, va rinnovata la politica monetaria, perché la BCE intervenga a sostegno dei titoli dei Paesi in difficoltà e sia garante della solidità del sistema bancario, e va migliorato il coordinamento delle politiche fiscali.

Il secondo fronte è interno ai singoli Paesi, chiamati a conciliare la riduzione della spesa pubblica con il sostegno alla crescita economica: un obiettivo non certo facile da realizzare, in una fase in cui forte è la domanda di protezione. Per l’ Italia, la concitazione del momento esaspera e porta alla luce un nodo irrisolto e profondo.

Troppo spesso, il consenso, pressoché unanime, sull’esigenza di ridurre il debito pubblico si è scontrato con la potenza di fuoco delle corporazioni e dei gruppi d’ interesse. Così, mentre Regno Unito e Germania hanno varato manovre correttive che hanno ridisegnato la spesa, il nostro Paese sembra affetto da una sorta di «effetto Matteo», con una declinazione della parabola evangelica secondo cui chi più ha ricevuto in passato più pretende di continuare a ricevere.

Una sindrome che affligge il bilancio dello Stato, prigioniero dei poteri di veto, dai macroaggregati fino agli stanziamenti per le Regioni o per le università. L’ Europa e l’ Italia stanno vivendo una fase di portata storica, che ne segnerà l’ identità e che richiede assunzione di responsabilità, in primis da parte delle élite. Un senso di responsabilità difficile da scorgere se i leader si rincorrono sui tetti, per una foto a cavallo di un’ onda d’ emozione.

Fabio Pammolli