Federalismo Sanitario un Esempio di Rigore, Non Fermatelo

CORSERA NAZIONALE
Sezione: Idee & Opinioni
da pag. 056 del 25-09-2010

di Fabio Pammolli

Si avvicina il Consiglio dei ministri per il varo del decreto sul federalismo regionale e, inesorabili, arrivano i distinguo e le resistenze delle Regioni impegnate nel rientro dai buchi di bilancio del passato. Vi sono diverse buone ragioni per augurarsi il rispetto dei tempi previsti.

Innanzi tutto, si tratta di un passaggio preparato a lungo, anche per impulso della Commissione paritetica guidata da Luca Antonini.

Va ricordato, poi, che si arriva ai blocchi di partenza avendo assicurato la congruità dei finanziamenti rispetto ai fabbisogni.

In terzo luogo, i rapporti tra i livelli di governo richiedono coerenza tra annunci e realizzazioni.

Infine, è urgente fissare regole certe a salvaguardia dei conti pubblici, su uno dei capitoli di spesa più rilevanti e a più forte crescita negli anni a venire.

Il decreto rende trasparenti i criteri di determinazione del fabbisogno finanziario standard delle Regioni in sanità: s’ individua il finanziamento sostenibile dati i vincoli di finanza pubblica e dati i parametri definiti in sede comunitaria, e lo si ripartisce sulla base delle variabili che più incidono sulla spesa, a cominciare dalla composizione per fasce di età della popolazione.

La costruzione di Benchmark di spesa e di qualità, l’ omogeneizzazione dei documenti contabili, la previsione di sanzioni amministrative e politiche in caso di deficit, completano una misura che si propone di curare quella sindrome da vincoli di bilancio «soffici» e da rinegoziazioni che, negli anni passati, ha prodotto disavanzi e ripiani a piè di lista da parte dello Stato.

Il federalismo sanitario può rappresentare un esempio in positivo, a cui far riferimento per innalzare l’ efficienza della spesa e la qualità delle decisioni di finanza pubblica in ambiti che vanno dai servizi pubblici locali sino all’università.

Per chiudere la lunga transizione istituzionale italiana, vanno affermati requisiti di certezza, di trasparenza e di stabilità nel funzionamento dello Stato e nei rapporti tra livelli di governo. Che di ciò si tenga conto quando si tratterà di valutare le prossime mosse degli attori in gioco.

Fabio Pammolli